“L’arte non è isolamento. Se è isolata è niente”

OLYMPUS DIGITAL CAMERA“L’arte non è isolamento. Se è isolata non esiste. E’ niente”. E’ la risposta alla prima domanda. E questa smette di essere un’intervista fin da subito, prima ancora di cominciare, per trasformarsi appunto in dialogo, qualcosa che decisamente non coincide con la mera somma e il semplice intercalarsi di domande e risposte.

Non è – si capisce – semplicemente una questione di anni trascorsi né di esperienze accumulate. Piuttosto, al fondo, nuota una generosità che è, vien da dire, qualità intima inalterabile. Così intima e così inalterabile che Beverly Stoll Pepper diventa immediatamente Beverly.

Beverly, dunque, sta lavorando, anche oggi. In programma ha la realizzazione dell’anfiscultura che regalerà all’Aquila nel 2014, e che sarà l’anfiteatro all’aperto più grande del Centro Italia. “Pepper ha sempre fabbricato direttamente le sue sculture, anche quando eseguite presso gli stabilimenti industriali, le fonderie di bronzo, le cave di pietra in Umbria, Toscana e Saché, Francia. Tutto ciò – scrive la stampa – richiede un immenso sforzo fisico ed un totale coinvolgimento personale raro oggi nel mondo della produzione di massa e della riproduzione meccanica dei lavori in scala”. Ma Beverly sorride di questa enfasi. “Faticoso – dice – è solo quello che non si sa fare. E quando si impara, smette di essere faticoso”. E aggiunge: “Non sono da sola nella realizzazione dell’anfiteatro dell’Aquila. Con me lavorano più di mille persone”.

“E siccome all’Aquila fa molto freddo, l’area adibita a scena servirà d’inverno da pista di pattinaggio sul ghiaccio”. Detto così, giusto per aggiungere una informazione, fa l’effetto di uno sbalzo improvviso. Sbalzi ai quali ci ha abituato. “Non sempre, ma spesso l’arte può non essere soltanto un’esperienza estetica. E a me piace, io sento profondamente un’arte che ha anche una funzione e che, grazie a questa sua funzione, può essere vissuta attraverso un’esperienza fisica, di utilizzo, di contatto”.

Non per caso, dunque, si parla di “dialogo continuo” quando si parla di Beverly Stoll Pepper. Non per caso questo “dialogo continuo” è indicato come una delle “ragioni per cui la sua arte continua a essere rimarchevole persino nel nuovo millennio” (Robert Hobbes).
A questo “dialogo”, all’impatto sociale dell’opera di questa artista, ai mutamenti percettibili che con la sua arte e la sua personalità ha impresso nelle società in cui vive e lavora, Italia e Usa anzitutto, ha guardato, d’altronde, anche CentrarteMediterranea quando ha scelto di dedicare una giornata di “Donne e arte” proprio a Beverly Stoll Pepper. Occasione che lei ha reso specialissima, telefonando in diretta durante la conferenza che l’architetto e designer Olimpia Riccardi le stava dedicando, nella sede delle manifestazioni, la casa-atelier della pittrice Solveig Cogliani.

Palingenesis BEVERLY ZURICHE intanto il dialogo continua. Nella chiacchierata con lei e nelle sue opere. Dialogo con la natura (nella foto sotto: Palingenesis, Zurigo) e con le comunità che vivono là dove le sue opere vengono installate. Dialogo che, per esempio, la obbliga ad usare materiali “non suoi”. Succede. E’ successo a Barcellona (nella foto in home page: Cielo Caido, Barcellona). “E’ stato l’unica volta in cui ho usato la ceramica. Ed è stato un grosso sforzo. Due, tre volte abbiamo dovuto cuocere ogni pezzo per ottenere i colori che volevo, con sfumature inusuali. Un lungo lavoro, un lavoro molto impegnativo. Ma Barcellona è ceramica. Non potevo fare altrimenti”.

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info e contatti: cogliani.itam@gmail.com

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